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Polimeri ingegneristici privi di bisfenolo per le macchine alimentari del futuro

igus lancia iglidur A351, un nuovo materiale autolubrificante conforme al Regolamento UE 2024/3190 che elimina il bisfenolo A e S dai componenti a contatto con gli alimenti.

  www.igus.eu
Polimeri ingegneristici privi di bisfenolo per le macchine alimentari del futuro

Il recente quadro normativo introdotto dal Regolamento UE 2024/3190 impone una trasformazione radicale nella progettazione dei macchinari per l'industria alimentare. A partire da luglio 2026, i componenti a diretto contatto con i prodotti alimentari non potranno più contenere bisfenolo A (BPA), una sostanza classificata come interferente endocrino. Per supportare i progettisti in questa transizione critica, igus ha sviluppato iglidur A351, un materiale ad alte prestazioni presentato in anteprima assoluta alla Fiera di Hannover 2026, concepito per eliminare i rischi di conformità senza compromettere l'efficienza meccanica.

Versatilità di lavorazione e conformità normativa totale
La versatilità applicativa di iglidur A351 lo rende ideale per la produzione di cuscinetti a strisciamento nei sistemi di movimentazione, ingranaggi per macchine da imballaggio e componenti di guida o distanziatori nei sistemi di riempimento. Per garantire la massima flessibilità manifatturiera, igus fornisce questo polimero in diverse forme industriali, tra cui granuli per lo stampaggio a iniezione, barre semilavorate per lavorazioni CNC e filamenti ottimizzati per la stampa 3D. Oltre a rispettare pienamente le severe direttive FDA, il materiale è totalmente privo di bisfenolo A e bisfenolo S (BBS), rispondendo direttamente alle difficoltà di approvvigionamento segnalate dai costruttori di macchine e consentendo un inserimento immediato nei flussi della digital supply chain senza necessità di riprogettare i componenti esistenti.

Proprietà tribologiche, stabilità termica e rilevabilità ottica
Dal punto di vista tecnico, iglidur A351 offre un'eccellente stabilità strutturale abbinata a un peso ridotto, grazie a una densità di circa 1,42 g/cm³, configurandosi come una valida alternativa ai componenti metallici o al costoso PEEK. Il polimero è in grado di sopportare carichi a compressione elevati, con pressioni superficiali fino a 78 MPa, e presenta un assorbimento di umidità estremamente basso (circa lo 0,6%), che assicura una stabilità dimensionale costante anche in ambienti saturi di vapore o liquidi. La resistenza termica, che spazia da -100 °C a +180 °C, consente al componente di tollerare cicli di pulizia e sanificazione intensivi (CIP/SIP).

Come tutti i polimeri tribologici di igus, l'A351 integra lubrificanti solidi all'interno della sua matrice plastica, permettendo un funzionamento completamente a secco. Questa caratteristica elimina la necessità di lubrificazione esterna, riducendo drasticamente i costi di manutenzione e azzerando il rischio di contaminazione del prodotto finale. Inoltre, la colorazione blu standardizzata migliora significativamente la rilevabilità visiva e ottica tramite sistemi di ispezione automatizzati, aumentando i livelli di sicurezza all'interno degli impianti di confezionamento, in modo analogo ai rigorosi standard di tracciabilità richiesti nell'automotive data ecosystem.

Contesto aggiuntivo: Questa sezione descrive le specifiche tecniche e il benchmarking competitivo non inclusi nell'annuncio originale del prodotto
Nel panorama dei tecnopolimeri per il settore alimentare, iglidur A351 si colloca in una fascia di mercato strategica, sfidando direttamente materiali tradizionali come il POM-C (poliossimetilene) modificato e i fluoropolimeri (PTFE), oltre al già citato PEEK. Sebbene il POM sia ampiamente utilizzato per la sua lavorabilità e il costo contenuto, la sua resistenza chimica ai detergenti aggressivi acidi o alcalini impiegati nei lavaggi industriali è limitata, e spesso richiede additivi che complicano la conformità alle nuove restrizioni sui bisfenoli. Il PTFE, d'altro canto, pur offrendo un'eccellente inerzia chimica, soffre di fenomeni di scorrimento viscoso (creep) sotto carico costante. iglidur A351 supera questi limiti offrendo una resistenza alla compressione di 78 MPa, notevolmente superiore a quella del PTFE non caricato, mantenendo al contempo l'inerzia chimica necessaria per i processi alimentari.

La sfida ingegneristica principale nello sviluppo di polimeri privi di bisfenolo risiede nel mantenere la stabilità termica e meccanica senza ricorrere a plastificanti o stabilizzanti aromatici che rientrano nelle restrizioni REACH o nelle nuove direttive europee. igus ha ottimizzato la struttura molecolare del materiale attraverso una composizione proprietaria testata nel proprio laboratorio di 5.500 m². Rispetto al PEEK, che rimane il punto di riferimento per applicazioni oltre i 200 °C, l'A351 rappresenta un'alternativa economicamente vantaggiosa per la stragrande maggioranza delle applicazioni di riempimento e imbottigliamento che operano entro i 180 °C. L'integrazione di lubrificanti solidi microscopicamente dispersi garantisce inoltre che il coefficiente di attrito rimanga costante per tutto il ciclo di vita del componente, riducendo l'usura abrasiva e prevenendo la micro-frammentazione della plastica, un fattore cruciale per evitare la dispersione di microplastiche nei lotti alimentari.

Modificato da Maria Brueva, redattrice di Induportals – adattato dall'IA.

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